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domenica 1 marzo 2009

Bari – Chiesa Russa al Presidente Medvedev: il simbolo dello storico dialogo tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa


In un luogo in cui si celebrano anche matrimoni civili, in un giorno sacro per tutti i cristiani, si festeggia oggi il grande e blindatissimo matrimonio religioso tra il mondo cattolico e il mondo ortodosso. La Chiesa Russa di Bari è ufficialmente in possesso del Patriarcato di Mosca, dopo che Napolitano ha consegnato la chiave d’argento al Presidente Dmitri Medvedev, in presenza del Ministro Frattini, del Cardinale Salvatore de Giorgi e del Vescovo russo Mark.

Poco dopo le 16, l’arrivo in Chiesa dei due Presidenti, preceduti dal Sindaco di Bari. A lui il compito di avviare la cerimonia con un breve discorso di benvenuto, per ripercorrere le tappe della “storica restituzione”: dal 14 marzo 2007, data della prima intesa tra l’Amministrazione Comunale e il Patriarcato di Mosca, al rinvio del 6 Dicembre a causa della morte di Alessio II.

Ad oggi, giorno in cui “la Città di Bari e l’Italia mantengono la parola data, consegnando alla storia i sentimenti di fratellanza e amicizia che intendono lealmente costruire con il grande popolo russo, nel nome e sotto la protezione di S. Nicola”.

Finisce così la nuova e più moderna guerra fredda tra gli ortodossi russi e i cattolici italiani, iniziata a partire dal 1991, con la decisione presa dalla Santa Sede di formare quattro diocesi nei territori della Federazione Russa.

Il processo di pacificazione, però, è appena cominciato: “il gesto non è soltanto il punto di arrivo di un lungo percorso, ma il punto di partenza per una relazione sempre più solida e profonda”, ha sottolineato il Ministro degli Esteri Frattini, ricordando il Patriarca Alessio II come “una perdita per il popolo russo e tutti i cristiani” e ringraziando la città di Bari per “aver sempre offerto accoglienza e ospitalità a tanti pellegrini giunti da lontano”.

Il Capoluogo pugliese, da sempre meta dei pellegrinaggi, diventa ora anche ponte tra le religioni e i riti, una Gerusalemme in miniatura per cattolici, ortodossi e musulmani in “risposta alla diffusione dei fenomeni di intolleranza e ai fanatismi”, così come si è espresso il Capo di Stato.

“È il simbolo dell’amicizia fra i nostri paesi e i nostri popoli, il simbolo dello storico dialogo tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa russa, è il simbolo del più generale impegno comune a rafforzare la cultura della pace, della comprensione reciproca e dell’avvicinamento delle tradizioni culturali e spirituali”, ha commentato Napolitano la riconsegna della chiave ai precedenti proprietari.

La Chiesa Russa, infatti, fu costruita nel 1917 con i fondi di Mosca per accogliere i pellegrini e fu acquistata nel 1937 dal Comune di Bari dopo una lunga vertenza giudiziaria. Nel 2017 ricorrerà il suo centenario che – ha annunciato il Presidente russo – “festeggeremo insieme e questo evento richiede un’organizzazione seria. Nel 2011 ci sarà l’anno della cultura e della lingua italiana in Russia e quello della cultura e della lingua russa in Italia, per promuovere la formazione italiana umanistica in Russia”.

Prima della visita in Basilica dei due Presidenti, il Cardinale De Giorgi ha letto il saluto del Papa: “E come non riconoscere che questa bella Chiesa risveglia in noi la nostalgia per la piena unità e tiene vivo in noi l’impegno a lavorare per l’unione tra tutti i discepoli di Cristo?”.
Un’unità che non c’è più e che ha bisogno di una pace dopo secoli di conflitto. Per ora è stata siglata una tregua.

Marisa Della Gatta

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