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martedì 26 maggio 2009

Bari – Premio Città di Bari delle donne, Edith Bruck vince con ‘Quanta stella c’è nel cielo’


Premio Città di Bari delle donne. Una su cinque in finale e lei ha vinto: Edith Bruck, scrittrice e poetessa ungherese, che con i 92 voti per il suo romanzo: “Quanta stella c’è nel cielo”(Ed. Garzanti) ha convinto la giuria popolare, attribuendole con il massimo dei voti sulle 436 schede–voto visionate, la dodicesima edizione. Potremo dire: “Non è un paese per… uomini”, rifacendoci ai fratelli Cohen. Così dopo Valeria Parrella (vittoriosa l’anno scorso), Edith Bruck ci conferma la presenza delle “quote rosa” in campo letterario. Vero che sfogliando l’album del “Premio Città di Bari- Costiera del Levante–Pinuccio Tatarella”, organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Bari: oggi alla XII edizione, e analizzando i numeri, le donne vincitrici risultano essere otto. Ancora: nel 1999 spunta la prima vittoria femminile con “Buio” di Dacia Maraini. E si dovrà arrivare all’anno successivo per trovare la seconda: Melania Mazzucco con “Lei così amata”. Negli ultimi tre anni il gap tra i sessi è stato più che colmato. E Garzanti e Bruck possono festeggiare in una serata di un sabato afoso di fine maggio, all’interno della cornice del Teatro Piccinni, unico teatro rimasto alla corte della città di Bari, che quest’anno ha visto spostare la location da Largo 2 Giugno in pieno centro cittadino. Non nasconde l’emozione, Edith Bruck, che con “Quanta stella c’è nel cielo” “vive per ricordare, ricorda per vivere”, come ha detto al microfono accanto ad uno spaesato sindaco Emiliano e alla presentatrice Serena Dandini, la quale ha alleggerito le due ore di kermesse con la sua imbattibile allegria e professionalità. “Quanta stella c’è nel cielo” titolo che ha preso in prestito da un verso della ballata amara del giovane poeta ungherese del romanticismo nonché una figura chiave della rivoluzione ungherese del 1848: Sándor Petőfi. “Da viaggiatrice clandestina appena fuggita dal paese natio né potevo né osavo respirare, schiacciata com’ero contro la parete del corridoio maleodorante di un vecchio treno freddo e stracolmo”. Così l’incipit recitato dall’attore-regista Sergio Rubini che si è offerto alla serata, forse per ringraziare il finanziamento avuto dall’Apulia Film Commission per il suo prossimo lavoro: “L’uomo nero”, che vede come location Bari, Mesagne e Grumo, nei prossimi mesi.
Ma veniamo agli altri autori e ai libri. Cominciando da “Maschio adulto solitario” (ed. Manni) del tarantino Cosimo Argentiera, arrivato al secondo posto con solo 17 punti di distacco, ritroviamo un po’ della nostra Puglia. Che dire poi degli altri tre autori? Molto diversi fra loro: origini, esperienze, età. Quindi Giorgio Montefoschi con “Le due ragazze dagli occhi verdi” (Ed. Rizzoli) che vede come protagonista l’eros. A seguire vi ritroviamo la storia di Sandro: “2003. impiegato. Sposato. Una figlia, Chiara, che ama alla follia. Una vita agiata. 2004. Sandro. Sull’orlo del licenziamento. Separato. Una figlia, Chiara, che vede pochissimo. Un appartamento in condivisione con due giovani laureati al primo impiego. Africani”. È Piersandro Pallavicini in “African Inferno” (ed. Feltrinelli). A conclusione della cinquina Walter Siti e le sue borgate nel “Il contagio” (Ed. Mondadori). Non poteva mancare la cultura mondiale con il premio speciale della giuria riconosciuto a Predrag Matvejevic, uno dei massimi esperti di politica e storia del Mediterraneo. Lo scrittore Antonio Pascale con “Scienza e sentimento” si è assunto il premio alla saggistica. Non è mancato l’omaggio al cantore Vito Maurogiovanni, scomparso da poco in città. Eppure si poteva segnalare l’omaggio con un atto di ossequio alle signore presenti con un suo libro. La regia di Carlo Bruni poteva rifletterci.
In questa serata non poteva certo mancare l’occhio televisivo, ormai indispensabile anche per l’esistenza dei Premi letterari (Premio letterario del Barocco a Lecce il prossimo 3 giugno n.d.r.), con la diretta dell’emittente televisiva Antenna Sud. Tanti gli ospiti: Michele Damiani, Maria Laterza, Angelo Ceglie, l’assessore Nicola Laforgia, la moglie e la figlia di Vito Maurogiovanni, accolti al Piccinni da un nutrito pubblico che ha visto il tutto esaurito in platea, palchi e loggione. “Donne, donne, donne, fortissimamente donne”, anche per quanto riguarda la premiazione per la miglior recensione indetta a studenti delle scuole e universitari, un parterre di sole donne: Daniela Trentadue, Claudia Capurso, Claudia Caporusso, Claudia Morassutti, Valeria Buonpane, Annarita De Francesco. L’altra metà del cielo ha fatto conoscere la sua “stella”.

Anna Furlan

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