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sabato 7 novembre 2009

Bari - Così Bari ha partecipato alla Giornata per la Ricerca del Cancro, ospite d'eccezione Piero Angela


Una pubblico di giovani studenti delle scuole medie superiori, stamattina ha riempito la platea del Teatro Petruzzelli, non per assistere ad uno spettacolo ma per ascoltare scienziati, medici e ricercatori che della ricerca hanno fatto la loro ragione di vita, ma indirettamente anche la nostra.

Così Bari ha partecipato alla Giornata per la Ricerca del Cancro, avvicinando i giovani, il nostro futuro, a questo incontro con la ricerca.
A condurre la conferenza il prof. Michele Mirabella, presidente AIRC Comitato Puglia, con un ospite d’eccezione il divulgatore scientifico Piero Angela, che con le sue trasmissioni ha avvicinato e fatto amare alla gente comune scienza, storia e archeologia.

Prima di iniziare all’incontro-dibattito, Mirabella ha premiato la sig.ra Caterina Siletti, chiamandola la “Signora delle Azelee”, per l’impegno che in tutti questi anni l’ha contraddistinta come volontaria, per la consegna delle azalee, in occasione della festa della mamma.

Sul palcoscenico hanno poi preso posto nomi illustri nel mondo scientifico i dottori : Angelo Vacca, dell’Università di Bari, Francesco Lo Coco, dell’Università di Tor Vergata, Roma, Mariano Rocchi, dell’Università di Bari, Addolorata Maria Luce Coluccia, ISUFI Lecce e Vito Racanelli, dell’Università di Bari.

Gli interventi di questi scienziati, grazie all’ausilio di grafica e filmati, hanno spiegato cosa è il tumore, come si riproduce e quale è lo scopo della ricerca. L’obiettivo primario della ricerca è quello di combattere non solo la cellula tumorale ma quello che vi è intorno, tutto il suo microambiente che lo alimenta.

“Scoprire un gene nelle cellule del mieloma, significa avere un programma terapeutico per distruggerlo – interviene Vacca – e importanti sono le ricerche e molte si fanno grazie all’A.I.R.C.”.

“La ricerca traslazionale nelle leucemie – continua Lo Coco – ha dato straordinari successi. Successi dovuti alla ricerca metodologica di italiani che lavorano nel nostro Paese. Con la ricerca abbiamo imparato a discriminare la malattia”.

Perché i tumori? Lo ha spiegato in maniera semplice il Mariano Rocchi “Il tumore è un tipo di invecchiamento. Ogni giorno cellule nel nostro organismo subiscono milioni di danni”.
“Grazie ai bandi dell’A.I.R.C., mirati sul territorio – interviene Coluccia – posso gestire autonomamente il mio progetto di ricerca”.

Poi è toccato ai giovani studenti porre domande come :

-Da che cosa può scaturire un tumore?

-Perché lo Stato non finanzia la ricerca con la stessa efficienza della comunità?

-Quando un tumore è definito benigno o maligno?

Domande che fanno intendere che i giovani ci guardano e ci giudicano.

Con la Giornata per la Ricerca sul Cancro si è voluto far comprendere che il cancro oggi è una malattia e come patologia è curabile se si conosce sempre meglio il gene che lo genera.
L’unico modo è attraverso la ricerca.

Certo, molto resta da capire ed è per questo che occorre continuare a sostenere la ricerca volta alla comprensione dei meccanismi molecolari del cancro: essi rappresentano la sola, reale opportunità di cambiare la prognosi di questa malattia. Ma dobbiamo sapere che una nuova era sta cominciando.

E’ il momento in cui la traduzione dei risultati della ricerca in benefici reali per i pazienti è una possibilità concreta! In questa ottica è fondamentale la formazione di una nuova figura professionale: il clinico/ricercatore, in grado di tradurre in realtà concrete le conoscenze acquisite e, al tempo stesso, di riportare in laboratorio i bisogni del malato.

Anna deMarzo

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