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domenica 20 aprile 2008

Barletta (Bari) - Gli intramontabili POOH con energia e passione rigenerano la canzone ‘Beat’


E’ quasi mezzanotte,…sulle note sfumate di “Non siamo in pericolo”, una moltitudine di gente che attimi prima gremiva il Paladisfida di Barletta, pian piano defluisce verso i cancelli. Termina così l’immancabile appuntamento in Terra di Puglia della più longeva ed amata band italiana: i POOH.

Di anno in anno, senza fallire un colpo, questi intramontabili artisti continuano a riempire palazzetti e teatri in ogni tappa dei loro tour, solcando lo stivale da Sud a Nord. Quest’anno i Pooh presentano una tournee che segue alla recente pubblicazione dell’ultimo album “Beat- ReGeneration” , battezzata col medesimo nome.

Su un palcoscenico illuminato da un gran gioco di luci ma scarno e senza orpelli, dove troneggiano sui lati due pannelli con la scritta che da il nome al tour, Dodi, Roby, Stefano e Red , ieri 19 aprile, ci hanno generosamente regalato tre ore di musica raffinata, fra pezzi storici ed intramontabili, preceduti da otto dei nuovi… che per il vero nuovi non lo sono per nulla… tratti dal loro ultimo album. Con questo lavoro la band ha scelto per la prima volta, d’incidere un intero album fatto di canzoni scritte e cantate da altri, più di 40 anni fa. L’intento è stato quello di farle rivivere ed apprezzare anche dal pubblico dei “figli” dei loro fans storici, che non hanno avuto la fortuna di vivere quello straordinario periodo della storia, e - sottolinea Dodi - non sanno cosa si son persi…!!!

La scelta non è stata facile ma i Pooh hanno voluto interpretare, all’interno della vastissima produzione musicale della fine degli anni ’60, i brani che hanno ritenuto ancora attuali ergendoli a simbolo di una delle pagine indelebili della musica italiana ed anglosassone: lo straordinario movimento dei “BEAT” . “La musica che arriva da lontano, dice Red, ci ha cambiato la vita, regalandone un’altra diversa e più colorata. Noi ci abbiamo creduto e, passo dopo passo, siamo arrivati fin qui grazie anche alla fortuna ed a dei compagni di viaggio straordinari, fedeli ed attenti.”

Tutto è cominciato con “29 settembre” degli Equipe 84 e chissà a quanti, fra pubblico non più giovane degli “anta”, ha sussultato il cuore riportando, con un balzo all’indietro, il ricordo ai tempi entusiasmanti della loro giovinezza, desiderosa di rinnovamento dove la musica beat rappresentava l’inno della nuova generazione piena di speranze.

Il viaggio nella musica che, in fondo, ha segnato anche l’inizio della carriera dei Pooh quando anche loro erano un complesso beat, prosegue con altri sette brani, quali tra gli altri “Che colpa abbiamo noi” e “E’ la pioggia che va” dei Rokes …in rapida successione.
L’omaggio alla miriade dei complessi, oggi quasi del tutto scomparsi, protagonisti di una vera e propria rivoluzione culturale, si conclude con “La casa del sole” ovvero “The house of rising sun” degli Animals, resa celebre in Italia dai Bisonti .

La passione con cui i quattro eterni amici interpretano le loro canzoni, scolpite e rese intramontabili dal loro indiscusso talento, è condivisa da un pubblico caloroso ed appassionato. E’ stato un lungo susseguirsi di 42 canzoni scelte dal ampissimo repertorio dei Pooh. Il termometro della folla vibrante dei fans si è reso incandescente soprattutto sulle note dei pezzi col marchio di fabbrica Pooh: a cominciare da "Piccola Ketty" e per finire con "Grandi speranze" .
Un momento musicale molto apprezzato dal pubblico è stato quello dedicato alla poesia agli strumenti acustici. “Innamorati sempre, innamorati mai” è stata firmata da quel grandioso chitarrista che è Dodi Battaglia mentre, la dolcissima “Pierre”, dal candido pianoforte bianco di Roby Facchinetti

I Pooh solcano i palcoscenici da oltre di 40 anni e le loro voci sono più che mai all’altezza dell’arduo compito.
Il viaggio prosegue con la bellissima “Parsifal” conclusa con effetti speciali, fuochi artificiali e magiche fiamme che fuoriescono dai led.
Il concerto scorre fra l’entusiasmo crescente; sulle ultime note di “Uomini soli” il pubblico si dirige in massa verso il palcoscenico per unirsi idealmente alla band, cantando e saltando su melodie notissime come “Dammi solo un minuto”, “Tanta voglia di lei”, “Pensiero”, e “Chi fermerà la musica”, tanto per citarne alcune.

I Pooh ci hanno fatto sognare col loro fare semplice ed accattivante
Non tutti sanno che il loro nome trae origine dal noto orsacchiotto Winnie e, da più di quarant’anni questi “orsacchiotti” rinnovano il loro immutato e meritato successo sui palcoscenici di tutta Italia ed oltre…

Angela Ronchi

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