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venerdì 28 gennaio 2011
Gran Premio Scudo d’Oro 2010
Di rilievo il palmares delle precedenti edizioni della manifestazione, che fra insigniti annovera una sezione del sito dell’Archivio di Stato di Firenze, il sito del Corpo della Nobiltà Italiana, Wikipedia, il sito dei Borbone delle Due Sicilie e l’opera di Carlo Tibaldeschi “Gli stemmi dei vicari di Certaldo”.
Per maggiori dettagli
mercoledì 24 novembre 2010
NAPOLI, GIULIO BORRELLI PRESENTA “LE MANI SUL TG1”

Napoli, 24 novembre 2010 – Dal caso di specie, il “caso Tg1”, ad una riflessione più ampia sul presente e sul futuro del mondo dell’informazione. Giulio Borrelli, ex direttore della testata ammiraglia della Rai, oggi corrispondente dagli Stati Uniti, sarà il protagonista del primo degli otto eventi promossi dall’associazione di impegno civile 'Napolitalia'.
Venerdì 26 novembre, con inizio alle ore 11.00, nella sala D’Amato dell’Unione degli Industriali di Napoli (piazza dei Martiri, 58), Borrelli presenterà “Le mani sul Tg1” (Coniglio editore), libro-testimonianza che ripercorre gli ultimi vent'anni del più importante telegiornale italiano. Dalle tematiche in esso trattate prenderà il via il dibattito, coordinato da Procolo Mirabella, giornalista del Tg3 Campania, che vedrà coinvolti:
- Lucio D'Alessandro, direttore (insieme a Paolo Mieli) della Scuola di giornalismo dell'Istituto Suor Orsola Benincasa;
- Giustino Fabrizio, capo della redazione napoletana de La Repubblica;
- Alfonso Ruffo, direttore de Il Denaro;
- Marco Demarco, direttore de Il Corriere del Mezzogiorno;
- Titti Marrone, giornalista de Il Mattino;
- Uberto Siola, presidente onorario di Napolitalia.
Ingresso libero.
domenica 2 maggio 2010
Prima festa dei trampoli a Bosmenso, Varzi, organizzato da Fiorina Edizioni e Ristorante Buscone
Prima
Festa dei trampoli a Bosmenso (di Varzi)
il 16 maggio 2010 per
la Presentazione del libro
"Il tubo catodico.
E altri racconti brevi",
di un Anonimo Varzese,
edito da Fiorina Edizioni, Varzi
Programma:
nello spiazzo antistante il greto del Torrente Staffora, presso la
frazione Bosmenso, Comune di Varzi, Oltrepò Pavese:
h. 16,30 c. Esibizioni e dimostrazioni di alcuni maestri trampolisti di
Bosmenso (con possibilità per il pubblico di apprendere [gratuitamente] i
primi rudimenti dell’arte dell’ andar per trampoli)
stessa ora: mungitura a mano della Vacca (con possibilità per i bambini
di cimentarsi)
in Paese presso il Ristorante Buscone:
h. 17,30 c. Presentazione del libro “Il tubo catodico”. E altri racconti
brevi, a cura di un Anonimo Varzese. Presenteranno alcune personalità e
amici dell’Editore.
h. 18,30 c. Aperitivo per tutti.
Possibilità di prolungare l’aperitivo con un menù fisso a base di
“spuntini in piedi” preparati per l’occasione dalle sorelle Buscone.
Faranno da cornice alla Festa:
una mostra di stampe fotografiche legate al mondo rurale che non c’è più
una serie di veri trampoli usati una volta dagli abitanti del Paese e di
quelli limitrofi
un televisore degli anni ’50
alcuni vecchi dischi di canzoni del Festival negli anni ’50 e ‘60
il “Coro dell’Osteria di Gino detto Quaranta” di Filagni di Nivione
In caso di maltempo la Presentazione del libro verrà tenuta in spazio
coperto e nel Ristorante Buscone.
Festa organizzata e ideata da Fiorina Edizioni e Ristorante Buscone
sabato 9 gennaio 2010
I vincitori del Gran Premio Scudo d’Oro 2009

Premiata Wikipedia, il sito Serlupi.it e l’opera del prof. Tibaldeschi
Il Centro Studi Araldici ha annunciato i destinatari del premio Scudo d’Oro 2009, l’encomio volto a valorizzare le iniziative che maggiormente contribuiscono alla promozione dell’araldica. Tre le categorie in cui è articolato il riconoscimento: siti di interesse araldico generale, siti dedicati a famiglie specifiche e opere librarie commercializzate nell’anno. Per la prima categoria è stata premiata la sezione “araldica” dell’enciclopedia digitale Wikipedia, per la seconda categoria l’encomio è andato al sito internet Serlupi.it, mentre per la terza categoria è stato premiato il lavoro di Carlo Tibaldeschi per i caratteri Polistampa “Gli stemmi dei Vicari di Certaldo”.
Di rilievo il palmares delle precedenti tre edizioni della manifestazione, che fra insigniti annovera una sezione del sito dell’Archivio di Stato di Firenze, il sito del Corpo della Nobiltà Italiana e il sito dei Borbone delle Due Sicilie.
Le motivazioni con cui il premio è stato assegnato sono le seguenti:
WIKIPEDIA – ARALDICA: la celebre enciclopedia on line offre ai suoi numerosi utenti una sezione dedicata all’araldica che sebbene sia costantemente in divenire, risulta comunque già ora ampia e versatile. Le informazioni fornite, risultando trasversali a diverse discipline e voci, favoriscono sia l’approfondimento che il contatto occasionale con la disciplina, circostanza che fa di questa risorsa una preziosa porta d’accesso al mondo dell’araldica.
SERLUPI: il sito rappresenta un eccellente esempio di racconto della storia familiare attraverso l’analisi dell’araldica del casato, qui impreziosita da una ricca e pregevole iconografia. Le modalità ed i tempi dell’unione delle insegne dei casati Serlupi, d'Ongran, Crescenzi e Ottoboni sono inoltre viva testimonianza a tutti gli utenti internet, dell’attualità di questa secolare disciplina, e costituiscono un valido stimolo alla sua diffusione.
GLI STEMMI DEI VICARI DI CERTALDO: Carlo Tibaldeschi con un’esposizione esemplare per linearità, semplicità e completezza, guida il lettore alla conoscenza del Palazzo Pretorio di Certaldo, autentico monumento all’arte del blasone. L’opera edita da Polistampa e impreziosita dagli autorevoli interventi del prof. Alessandro Savorelli e del prof. Luigi Borgia, si caratterizza anche per il ricco apparato iconografico che consente una visita virtuale all’edificio e documenta singolarmente i 330 stemmi presenti. La fatica di Tibaldeschi valorizza l’araldica monumentale, oltre che come preziosa fonte primaria per gli studi sulla disciplina, anche e soprattutto come veicolo privilegiato per la promozione della materia presso il più vasto pubblico, che inevitabilmente la incontra nella propria vita quotidiana.
CARLO TIBALDESCHI: classe 1936, fondatore dell’Istituto Araldico-Genealogico Italiano e dal 1993 suo vicepresidente; fondatore dell’Istituto Italiano per la Storia di Famiglia e dal 2002 suo presidente; membro della Académie Internationale de Généalogie; membro della International Commission for Orders of Chivalry; Hon. Fellow della American Academy for Medieval and Chivalric Research; fondatore della Scuola di Genealogia, Araldica e Scienze Documentarie e Docente di Genealogia e di Araldica presso la stessa Scuola; Senatore Accademico dello “STUDIUM”- Accademia di Casale e del Monferrato (fondata nel 1476); socio fondatore dell’Associazione dei Possessori di Certificazioni d’Arma, Genealogia e Nobiltà, rilasciate dal Corpo dei Re d’Armi di Spagna; membro del Comitato Scientifico e redattore di “Nobiltà” e membro del Comitato Scientifico de “Il Mondo del Cavaliere”.
Per maggiori dettagli sulle precedenti edizioni del premio e sul suo attuale funzionamento: Gran Premio Scudo d'Oro
mercoledì 30 settembre 2009
Il Dr. Raffaele Coppola confermato Rettore del Centro Studi Araldici
Confermato per il prossimo triennio anche il Prorettore dell’ente, il dr. Carmelo Candore
Il Senato Accademico del Centro Studi Araldici ha confermato la propria fiducia agli attuali vertici del sodalizio. Per i prossimi tre anni dunque il dr. Raffaele Coppola ed il dr. Carmelo Candore resteranno rispettivamente Rettore e Prorettore del prestigioso centro di ricerca. La conferma va a premiare questi anni che hanno visto la concretizzazione del progetto Stemmario Italiano® e la creazione e sviluppo degli altri siti gestiti dall’ente; attività che hanno introdotto nel mondo dell’araldica un nuovo modo di fare divulgazione, ma anche ricerca storica, proponendo anche prospettive inedite per questa secolare disciplina.
CENTRO STUDI ARALDICI
Il Centro Studi Araldici è un ente che si propone di favorire la promozione della tradizione araldica nel contesto sociale contemporaneo. A tal fine da un lato ha introdotto nello studio e nella ricerca storica di questa disciplina le nuove tecnologie informatiche, dall’altro si è votato alla divulgazione presso il più vasto pubblico possibile. Per tali ragioni il CE.S.A. si è fatto carico del già esistente progetto Stemmario Italiano® sviluppandolo e accrescendolo, ed ha individuato nello strumento internet il proprio veicolo preferenziale per il raggiungimento dei fini istituzionali. Ciò ha portato alla nascita di una delle più vaste raccolte di stemmi familiari italiani mai realizzate e la più vasta della rete internet (Stemmario Italiano® appunto), che attraverso l’impiego degli strumenti informatici ha anche proposto una soluzione efficace ad un secolare problema che affliggeva i ricercatori e gli studiosi della materia, ovvero l’attribuzione ad uno specifico casato di uno stemma prima anonimo. Inoltre il Centro Studi Araldici ha creato il primo sito di news in tempo reale dedicate alla disciplina, il prestigioso encomio “Scudo d’Oro” che premia le risorse internet dedicate alla materia, la news letter Gazzettino Araldico, il portale Araldica On Line con la directory dei siti, l’elenco dei libri in commercio e dei periodici in essere, attinenti l’araldica, oltre al servizio di registrazione dei nuovi stemmi familiari che ancora oggi possono essere creati ed utilizzati dalle famiglie italiane. Tutte risorse gratuite e liberamente accessibili tramite internet, che hanno portato il Centro Studi Araldici a diventare uno dei principali attori italiani nel campo, raccogliendo consensi e seguito, tanto che i suoi siti vengono visitati quotidianamente da un migliaio di visitatori unici.
COPPOLA RAFFAELE
Varesino, studi classici e laurea in ambito marketing conseguita in Svizzera, giornalista pubblicista, ideatore del progetto Stemmario Italiano®, cultore della materia sin dall’adolescenza, è Rettore del Centro Studi Araldici dal 2006. Nel triennio del suo mandato ha promosso la realizzazione e lo sviluppo dei 4 siti curati dall’ente, definendone i contenuti e le linee guida. Il suo impegno nel campo si caratterizza per il forte orientamento alla divulgazione e all’ “attualizzazione” dell’araldica, per consentirne un ritorno nel vissuto quotidiano degli italiani.
domenica 19 luglio 2009
A cena con i Bizantini
Ritorna l’appuntamento con i Bizantini in Abruzzo
Anche quest' anno si svolgerà da venerdì 24 a domenica 26 luglio presso il Castello Ducale, sede del Museo Archeologico Bizantino ed Altomedievale, e nel borgo medievale di Crecchio, la festa "A Cena con i Bizantini”. La manifestazione propone la sera il tradizionale percorso culturale ed enogastronomico itinerante nel centro storico del borgo, mentre alle 18.30 del 24 luglio presso il museo si terrà la conferenza “Gli stendardi militari dell'esercito Romano tra il VI ed il VII secolo: teoria e ricostruzioni”, cui seguirà l’inaugurazione dell’omonima mostra. Soprattutto questo evento si annuncia di particolare interesse per i risvolti araldici insiti nell’iconografia militare che ha preceduto e determinato la nascita dell’araldica medioevale vera e propria. http://www.centrostudiaraldici.org/notizie/1000341/a-cena-con-i-bizantini.html
Dizionario delle famiglie nobili della Sardegna
Nuova pubblicazione di F. Floris per Edizioni Della Torre
Nel corso dei secoli in seno alla società sarda il numero delle famiglie nobili e delle famiglie dei cavalieri ereditari è stato considerevole, complessivamente si tratta di quasi mille nuclei distribuiti su tutto il territorio dell’isola. Tenendo conto della scarsa popolazione della Sardegna, questo numero rilevante di persone costituiva una vera e propria classe sociale che ebbe nelle sue mani, almeno fino al XVIII secolo, quasi tutto il potere e tutta la poca ricchezza dell’isola. Nel riproporre all’attenzione dei lettori la Storia della Nobiltà in Sardegna, scritta a quattro mani con il compianto Sergio Serra nel 1986, è sembrato opportuno affiancare al vecchio testo questo Dizionario delle famiglie nobili della Sardegna che permette di avere tutte le informazioni necessarie sulla storia, gli stemmi, le fonti documentali e la bibliografia delle stesse. Per tutte le famiglie che hanno preso parte ai parlamenti tra il 1355 e il 1698 sono riportate le ammissioni; di molte è stato possibile ricostruire la genealogia. L’AUTORE Francesco Floris, già preside del liceo classico Siotto Pintor di Cagliari, componente dell’Osservatorio regionale sulla lingua e cultura sarda, è studioso di storia e di didattica della storia, membro dell'Istituto sardo per la Storia dell'Autonomia e della Resistenza e della sezione sarda di storia del Risorgimento e dell’Associazione Sarda di Studi storico-genealogici . È autore di diversi volumi di carattere storico e articoli su riviste specializzate. I volumi saranno in offerta con il prossimo numero del Gazzettino Araldico. http://www.centrostudiaraldici.org/notizie/1000331/dizionario-delle-famiglie-nobili-della-sardegna.html
martedì 2 dicembre 2008
Annuario della Nobiltà Italiana
News araldiche
mercoledì 19 novembre 2008
La Via del Sale dalla Pianura al mare passando dall'Oltrepò Pavese
Presentazione del Volume
LA VIABILITA', IL COMMERCIO E IL CONTRABBANDO DEL SALE DALLA PIANURA PADANA AL MARE PASSANDO IN VALLE STAFFORA
L¹argomento sviluppato è quello della viabilità e del commercio focalizzato nella Valle Staffora ma esteso al territorio che spazia dalla Pianura Padana al Mar Ligure. Per rendere più comprensibile il testo sono state inserite numerose immagini fotografiche, spaziali ed elaborati, utili ad integrare le carte geografiche settecentesche esposte e messe a confronto con l¹indiscussa precisione di quelle moderne. Il lavoro si divide in più capitoli: i primi riguardano la viabilità nei secoli più antichi, quando la popolazione dei “Liguri” occupava il territorio preso in esame; negli altri è analizzata l¹evoluzione della viabilità fino alla costruzione delle attuali strade artificiali moderne. Gli ultimi due capitoli sono dedicati al commercio, alla sua evoluzione e all¹effetto che ebbero nell¹Oltrepò in genere il monopolio, la tassazione e il contrabbando del sale.
Dopo questa ricerca si può ragionevolmente affermare che sono stati individuati, in base ai pochi documenti pervenutici, quali furono i percorsi utilizzati dagli abitanti della Valle Staffora e dai commercianti o pellegrini che l¹attraversarono per raggiungere le loro mete. Questi percorsi all¹inizio del Medioevo privilegiavano ancora i crinali utilizzati dalle antiche popolazioni liguri, integrati da tracciati di fondovalle aperti nel periodo romano. Un forte impulso alla costruzione di nuove vie avvenne dal VII al IX secolo, quando il Monastero di San Colombano fondò in Valle Staffora numerose corti e celle per la produzione agricola. Questi nuovi insediamenti potenziarono i collegamenti con Bobbio e la Val Trebbia, mentre prima non vi erano necessarie ragioni di frequentazione, in quanto il transito e il commercio erano indirizzati prevalentemente verso la Riviera Ligure. È sempre in questi secoli che nacque e si sviluppò l¹uso dei pellegrinaggi verso i luoghi di culto e la Valle Staffora fu abbondantemente interessata da questo fenomeno. I pellegrini provenienti soprattutto dal Nord Europa la sceglievano in alternativa al percorso di pianura, sovente più disagevole, per recarsi a venerare le spoglie di San Colombano a Bobbio e per proseguire successivamente verso Roma, centro della massima cristianità. Questo fenomeno fece nascere i primi ospizi per pellegrini e Varzi poté vantare, già dal IX secolo, la presenza di uno dei primi xenodochi, quello di Cagnano, fondato dal monastero bobbiese.
Nei secoli successivi (XII e XV) aumentarono i pellegrini in transito, in quanto aumentarono le mete originate dall¹emozione generata dalle crociate; i pellegrini attraversavano l¹Italia per andare in Terra Santa. Nel nostro territorio nacquero in punti strategici altri ospizi e la loro storia rimane a documentare in modo inequivocabile l¹importanza che ebbe la Valle Staffora per il transito di quei fedeli. Riguardo al commercio si può affermare che il percorso nella nostra valle per favorire gli scambi fra la Pianura Padana e la Liguria è sempre stato intenso. Ebbe il massimo della frequenza nel XIII secolo quando Pavia e il suo distretto, dopo aver fatto degli accordi di transito con i Malaspina, imposero ai loro commercianti di percorrere la Valle Staffora per andare a Genova. Nello stesso periodo Varzi era attraversata anche dai commercianti piacentini che, provenienti dalla Val Tidone, arrivavano in Valle Staffora, valicavano la Val Curone e proseguivano verso Genova, oppure, dirigendosi verso Garbagna, si innestavano a Serravalle nella più tradizionale via che, attraverso i passi dei Giovi o della Bocchetta, li portava a Genova. La combinazione dell¹incrocio in Varzi di questi due importanti percorsi generò anche un commercio locale che fece la fortuna di tutta la valle."
20 novembre 2008
Fiorenzo Debattisti
martedì 27 novembre 2007
Araldica

E’ uscito oggi il nuovo numero del semestrale gratuito del Centro Studi Araldici
Per ulteriori informazioni clicca qui
mercoledì 21 novembre 2007
Novità tecnologiche per Stemmario Italiano™ e News
Nuovi criteri di ricerca per Stemmario Italiano™ e link attivi nelle News araldiche; queste le ultime due novità visibili al pubblico che interessano alcune delle iniziative del Centro Studi Araldici. Frutto di una ben più radicale ristrutturazione e riorganizzazione del lavoro -che volge ormai al termine-, le ultime due novità tecnologiche introdotte permettono nel primo caso di avere alle interrogazioni poste al motore di ricerca di Stemmario Italiano™, un numero di risultati decisamente più contenuto ma anche più mirato, a vantaggio soprattutto degli utenti meno esperti a cui lo strumento si rivolge. Nel secondo caso invece è stata finalmente introdotta la possibilità di utilizzare dei link attivi anche nel corpo delle news, facilitando dunque gli approfondimenti informativi cui spesso la notizia rinvia.
lunedì 19 novembre 2007
PRESENTAZIONE DEL LIBRO "SOTTO LA TOGA ... TUTTO" IN OLTREPO' PAVESE
La Biblioteca “Ricottiana” di Voghera presenta l’opera prima, ma non ultima, del noto avvocato Gianni Valmori: “Sotto la toga... tutto”
Sabato, 24 novembre – ore 17.00 presso la Biblioteca “Ricottiana” a Voghera (Informazioni: Biblioteca 0383/366448)
Gianni Valmori indossa la toga di Avvocato penalista da 40 anni.
Di lui si è spesso scritto e detto “Rieccolo!”, e … infatti …ad majora!
L’idea di questo lavoro covava da tempo, ma maturò definitivamente una sera di inizio estate 2004 davanti ad una pizza ai quattro formaggi e ad una bottiglia di Bonarda dell’Oltrepò.
Cadde a tavola il discorso con alcuni amici sui più clamorosi casi giudiziari accaduti nella zona negli ultimi anni. Venne quindi la proposta di scrivere un libro sui fatti di sangue più eclatanti dei quali l’Avvocato Valmori si era occupato. Colse la palla al balzo, ma preferì scrivere di episodi buffi, particolari, umoristici o anche teneri e commoventi da lui vissuti o a cui aveva assistito in tanti anni di professione.
Questo libretto non vuole essere celebrativo di una data, ma solo ciò che effettivamente è: una raccolta disordinata di fatti e fatterelli vissuti in tanti anni di frequentazione delle aule giudiziarie, un’importante faccia della storia di Voghera, dove l’Avvocato vogherese parla con partecipazione, ma anche con l’irrinunciabile distacco professionale.
Qualcuno si riconoscerà in qualche episodio;molti, purtroppo, non lo potranno più fare.
E’, in ogni caso, tutto veramente accaduto perché, come Gianni Valmori ha voluto chiamare questo libro, se “SOTTO IL VESTITO…NIENTE”, come titola un celebre romanzo, “SOTTO LA TOGA” può, invece, esserci tutto.
Drammi intimi, indicibili commozioni, tensioni, ansie, paure, tutti gli sconvolgimenti dell’animo umano con i tormenti, le preoccupazioni, le gioie, le angosce che come uomo ti affliggono, quando indossi la toga e della stessa ti paludi, le dimentichi, le devi dimenticare: si va in scena nell’aula ove si recita ogni giorno il gioco delle parti, ove si rappresentano, ogni giorno, le miserie le più varie della vita dove, ogni giorno, “in nome del popolo Italiano” deve essere sentenziata giustizia.
Cogli, almeno, l’attimo fuggente dell’umorismo, che, comunque, se vuoi, riesci sempre a trovare ovunque… ed allora ti accorgerai davvero che sotto la toga… c’è tutto… o, quantomeno, ci può essere.
venerdì 16 novembre 2007
Libro: Il capo dei capi
Uno dei ilbri più venduti del momento, (sicuramente grazie al traino della serie televisiva in onda su canale 5) il libro il capo dei capi sta riscuotendo un successo daccero inaspettato, ne proponiamo di seguito una recensione.
Recensione libro Il capo dei capi:
L'ultima volta che videro piangere Totò Riina fu al funerale del padre e del fratellino, uccisi da un residuato bellico. Era l'estate del '43 e Totò, un picciotto analfabeta e sporco, primo figlio maschio, diventava a soli 13 anni il capofamiglia. Mezzo secolo dopo, al suo arresto, era l'uomo più potente di Cosa Nostra, ormai diventata Cosa Sua. In un'ascésa sanguinaria e spietata, aveva portato i contadini di Corleone ai vertici del governo mafioso, riscrivendo completamente le regole del gioco tra famiglia e famiglia, tra mafia e Stato. La sua caduta, dopo una latitanza ventennale, protetta forse solo da un'Entità superiore, poteva far credere che l'avventura fosse conclusa. Per raccontarla, Bolzoni e D'Avanzo sono andati - e più volte ritornati - nella sua terra, a parlare con la sua gente, con chi lo ha conosciuto, combattuto, tradito, giudicato. E, ancora oggi, continua a temerlo. Perché tutto è rimasto come prima. Al posto di Totò ci sono i figli Giovanni e Salvo. Le generazioni si danno il cambio ma i cognomi restano sempre quelli: Riina, Provenzano, Bagarella, Bontate e Inzerillo, Di Maggio e Gambino. Corleonesi e Palermitani sono di nuovo sul piede di guerra. E sembra che solo un miracolo li potrà fermare.Dal libro alla fiction.
La fiction:
La fiction Il capo sei capi in honda su canale 5 racconta la vita di uno dei più noti e sanguinosi capi della mafia: Totò Riina. "Il Capo dei Capi", fiction Taodue per Mediaset, ricostruisce le vicessitudini di Riina, dalla sua infanzia fino alla cattura, avvenuta il 15 gennaio del 1993. La produzione televisiva si è; ispirata al libro Il capo dei capi scritto da Giuseppe D'Avanzo e Attilio Bolzoni. Il personaggio di Riina è interpretato da Claudio Gioè, già noto grazie a due pellicole di successo: "La meglio gioventù" e "I cento passi". La regia de "Il Capo dei Capi" è di Enzo Monteleone e Alexis Sweet. Nel cast anche Daniele Liotti, Salvatore Lazzaro, Marco Leonardi, Simona Cavallari, Gioia Spaziani e Massimo Venturiello.
Giovanni Terisi di libri online.
lunedì 12 novembre 2007
PRESENTAZIONE DEL LIBRO "SOTTO LA TOGA TUTTO " DI GIANNI VALMORI
Non e certo il tipo di pubblicazione che ci si aspetterebbe da un Avvocato del calibro di Giovanni Valmori, un libro satirico e briosamente faceto basato su fatti e fatterelli che sfatano il duro rigore della legge. Si passa attraverso la serieta e la drammaticita delle situazioni della vita forense con uno sguardo ironico e divertito che ridimensionano la gravita dell’ambiente del foro.
Tutti i fatti raccontati sono perfettamente reali e il lettore ne coglie la parte umoristica poiche l’autore ha inteso enfatizzare quelle situazioni che sono evidenti per l’avvocato perche contrastanti con lo scenario del processo: non e un libro di alto diritto, ma di costume forense sotto il profilo comico.
Per la stesura del libro l’Avvocato Valmori non ha usato il linguaggio giuridico a cui e abituato da quarant’anni, ma l’attenzione al dettaglio, all’elemento particolare ritorna sotto forma di scrittura rigorosa e descrittiva. “... episodi buffi, particolari, umoristici o anche teneri e commoventi da me vissuti o a cui ho assistito in tanti anni di professione...” Le cronache giudiziarie percorse da Giovanni Valmori coprono quarant’anni di avvocatura e sono anche un’importante faccia della storia di Voghera e dei fatti e fatterelli vissuti in tanti anni di frequentazione delle aule giudiziarie. L’avvocato vogherese parla con partecipazione, ma anche con l’irrinunciabile distacco professionale.
Quarant’anni di avvocatura.... Sembra ieri, eppure....
lunedì 5 novembre 2007
Seconda fase del “Gran Premio Scudo d’Oro”

- Per il primo gruppo i siti segnalati sono i seguenti: Antologia araldica, Araldica civica, Araldica di roccioso (sito vincitore nel 2006), Araldica e non solo, Araldica italiana, Araldica vaticana, Associazione araldica genealogica italiana, Blasonario italiano, Blasonario subalpino, Blasone cesenate, Casa editrice Forni, Casa editrice Orsini de Marzo, Clipart araldiche, Cognomi italiani, Delle famiglie nobili di Sicilia, Famiglie nobili di Sicilia, Forum CNI-CG, Forum IAGI - i nostri avi, Genealogie italiane, Gq grafica araldica, I casati del sud, L'italia dei cognomi, Manuale ragionato di araldica, Nobilario di Sicilia, Nobili napoletani, Raccolta Ceramelli Papiani, Studio araldico Pasquini e Wikipedia.
- Per il secondo gruppo i siti segnalati sono invece: Angelici, Baglioni, Bedini, Bertacchi, Bianchi, Blasevich, Borbone delle due sicilie, Burlando, Calchi, Canelles, Caramelli, Carnesecchi, Colloca, Coppola, De filippis – Delfico, De Judicibus, Di Sanza, Giustiniani, Grifeo, Iacopi, Lentini, Lorio, Luè, Lupis, Pignatelli, Serlupi, Tuccimei.
A questo punto, il Senato Accademico del Centro Studi Araldici, sentiti i Ricercatori Associati, selezionerà il sito da premiare per ciascuna categoria all’interno di questo elenco ristretto. Giova ricordare che lo “Scudo d’Oro” mira a premiare le risorse internet che maggiormente contribuiscono alla promozione dell'araldica. L’annuncio dei due siti prescelti verrà dato prima di Natale.
Per maggiori informazioni.
giovedì 25 ottobre 2007
Torino 1706, L’alba di un Regno

Il programma prevede alle ore 09.30 il ritrovo dei partecipanti alla presentazione, e la consegna dei materiali informativi e alle ore 10.00 l’inizio della presentazione dei 2 volumi con approfondimenti di Gustavo Mola di Nomaglio, Roberto Sandri Giachino, Giancarlo Melano, Piergiuseppe Menietti, del Gen. Guido Amoretti e Claudio Di Lascio; a seguire vi sarà spazio alle domande dei presenti.
L’opera, realizzata dall'Associazione “Torino 1706-2006” e edita dal Centro Studi Piemontesi, include circa settanta contributi, frutto di molte ricerche originali. Ampio e fascinoso l'apparato iconografico, che illustra i temi trattati; privilegiate in essa le immagini inedite, spesso provenienti da collezioni private. Numerosi gli argomenti toccati, che spaziano dalla storia militare e dall'uniformologia, alla storia nobiliare e sociale, dalla storia dell’arte, alla cartografia, al teatro, alla letteratura, agli approfondimenti biografici, devozionali e ad altro ancora.
La scheda dell’opera: “Torino 1706: Memorie e attualità dell'assedio di Torino del 1706 tra spirito europeo e identità regionale, Atti del Convegno del 29 e 30 settembre 2006”, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2007, 2 voll., pp. complessive XLVIII, 1021, (2), curata da Gustavo Mola di Nomaglio, Roberto Sandri Giachino, Giancarlo Melano e Piergiuseppe Menietti.
Numerosi gli approfondimenti di rilevanza araldica che segnaliamo:
- Enrico Ricchiardi, “L’esercito ducale sabaudo nel 1706. Organizzazione, uniformi, bandiere”, con la riproduzione di numerosi stendardi, cornette, bandiere variamente decorati con le armi sabaude con (pp. 189-233);
- Fabrizio Antonielli d’Oulx – Maria Luisa Reviglio della Veneria, “Cenni sugli ordini reali e militari francesi, sabaudi e imperiali dell’assedio di Torino”, con riproduzione di numerose decorazioni (pp. 253-272);
- Giancarlo Libert, “Gli Olivero e l’assedio del 1706: vicende di una famiglia e delle sue proprietà”, cenni storici sulla famiglia e sulle vicissitudini delle sue proprietà durante l’assedio (pp. 337-348);
- Mario Coda, “I Micca: una famiglia del ceto popolare entrata nella storia grazie all’eroismo di Pietro Micca”, storia dei Micca con 5 tav. gen. che fanno finalmente piena chiarezza sugli sviluppi genealogici della famiglia dell’eroe (pp. 487-525);
- Alberico Lo Faso di Serradifalco, “Il ruolo della nobiltà piemontese nelle campagne di guerra 1703-1706”, ampio affresco sul determinante apporto della nobiltà piemontese alla vittoria di Torino del settembre 1706 (pp. 615-664);
- Bruno Signorelli, “Giovanni Battista Gropello ministro di Vittorio Amedeo II e suo plenipotenziario durante l’assedio di Torino (giugno-settembre 1706)”, il grande ministro, principale esponente dei Gropello di Borgone (pp. 665-675);
- Roberto Sandri Giachino, “Un suddito sabaudo ambasciatore straordinario a Vienna e Commissario imperiale in Italia: Ercole Turinetti di Priero”, con cenni storici ed albero genealogico dei Turinetti di Priero e Turinetti di Pertengo (pp. 679-711);
- Claudio Di Lascio, “Il destino di un cadetto. Giuseppe Amico di Castellalfero dall’arte della guerra a fautore delle arti”, con cenni storici sugli Amico di Castellalfero (pp. 713-732)
Saranno disponibili in loco i volumi presentati, oltre ad altri libri, materiali vari e gadget su Torino 1706.
Fra i testi offerti al pubblico evidenziamo “Feudi e nobiltà negli Stati dei Savoia”, di Gustavo Mola di Nomaglio, pp. 799, 40,00 euro. I riflessi propriamente araldici non mancano, e si riferiscono a temi quali l’araldica e la vita quotidiana nell’antico regime, le qualifiche e i titoli onorifici, la regolamentazione e l’abuso di titoli.
martedì 16 ottobre 2007
Novità per Stemmario Italiano

Continua il costante processo di sviluppo del più vasto armoriale italiano online
Ma le novità non finiscono qui, nei prossimi giorni altri piccoli accorgimenti saranno introdotti, sempre nell’ottica di offrire un servizio in costante sviluppo e miglioramento, che possa aiutare la riscoperta e l’attualizzazione dell’araldica.
venerdì 12 ottobre 2007
Bari – Cristina Comencini parla del suo ultimo libro 'L’Illusione del bene' .

Luana Martino
mercoledì 10 ottobre 2007
Collaborare con il Centro Studi Araldici

Da oggi è possibile divenire “Ricercatore Associato del Centro Studi Araldici”
Per maggiori informazioni.
mercoledì 19 settembre 2007
Bologna capitale della genealogia italiana
L’ultimo fine settimana di settembre vedrà la città felsinea ospitare gli appuntamenti più importanti dell’anno per gli studiosi italiani di genealogia e araldica
Dal 28 al 30 settembre si svolgeranno a Bologna il III Colloque International de Généalogie (3° Colloquio Internazionale di Genealogia), il VII Corso Gratuito di Genealogia e Storia di Famiglia e la II Visita Araldica Guidata Straordinaria. I tre eventi sono coordinati fra loro e i rispettivi programmi si intrecciano a formare un tutt’uno. A promuovere questi importanti iniziative sono in primo luogo l’Institut International d’Etudes Généalogiques et d’Histoire des Familles (Istituto Internazionale di Studi Genealogici e Storia di Famiglia ) e l’Istituto Araldico Genealogico Italiano (IAGI). Proprio quest’ultima è un’associazione molto nota nell’ambito della genealogia e dell’araldica italiana ed europea, per il rilevante numero dei soci che raccoglie, per le sue molteplici iniziative, per la sua qualificata presenza in rete.
Il ricco programma di questi tre giorni prevede: Venerdì 28 settembre 2007 presso la Sala Conferenze di via Santo Stefano, 119 – Bologna alle ore 13.00 Bureau dell'Istituto Internazionale di Studi Genealogici e di Storia di Famiglia; a seguire presso la Biblioteca dell'Archiginnasio, Sala Stabat Mater alle ore 16.00 relazione di Pier Felice degli Uberti (Italia) “L’araldica, utilità per la storia di famiglia”; alle ore 16.30 Maurizio Carlo Alberto Gorra (Italia) “Impariamo a realizzare lo stemma: l'idea e la tecnica”; alle ore 17.00 Maria Cristina Sintoni (Italia) “Impariamo a realizzare lo stemma: la pratica e la realizzazione”; a seguire visita guidata degli stemmi ivi raccolti; in serata alle ore 21.00 Pranzo dell'Istituto Internazionale di Studi Genealogici e di Storia di Famiglia. Sabato 29 settembre 2007 presso la Sala Conferenze di Via Santo Stefano, 119 – Bologna alle ore 09.15 Apertura Ufficiale del III Colloquio Internazionale di Genealogia; la mattina il tema sarà: “Genealogia e storia della famiglia” e proporrà alle ore 09.30 la relazione di Pier Felice degli Uberti (Italia) e Maria Loredana Pinotti (San Marino) “Come iniziare da soli una ricerca genealogica, ricostruire il proprio albero genealogico ed ottenere la propria storia di famiglia”, alle 10.00 Maurizio Polelli (Italia) “La ricerca genealogica tramite ricordi personali e documenti: come mettere a confronto informazioni mnemoniche di diverse persone per ricavarne un fatto storico riferito alla nostra famiglia”; alle 10.30 Daniela Calzavara (Italia) “L’utilità dello studio dei calendari nella storia di famiglia”; alle 11.00 Claudio Severoni (Italia) “Si dice, si narra, si tramanda. Fonti orali nella ricerca genealogica”; alle 11.30 Martina Polelli (Italia) “ Come ritoccare le vecchie foto usando Photoshop” ; alle ore 12.00 Nerio Pantaleoni (Italia) “Metodologia per individuare i confini della razza europoide o caucasiana nella ricerca genealogica dei nostri avi”; infine alle ore 12.30 Maurizio Carlo Alberto Gorra (Italia) “Lo stemma come rappresentazione grafica del nome: la fase creativa”. Il pomeriggio invece proporrà due temi, si inizierà con “Genealogia nella vita di tutti i giorni” che verrà introdotta alle 14.30 dalla relazione di Cristoforo Concini (Italia) “La storia dei Concini nel confronto fra le varie fonti documentarie” e proseguirà con le relazioni di Juan Carlos Rizzo (Argentina) “Origen sardo de la familia del hombre más importante del siglo XX en Argentina: Juan Domingo Perón” alle 15.00, di Antonio Lazzarino de Lorenzo (Italia) “Brevi profili di alcuni personaggi dei Morisani di Reggio Calabria” alle 15.30, di Massimo Mallucci de Mulucci (Italia) “Il diritto al nome: interpretazioni normative e progetti di riforma legislativa” alle 16.00, di Maria Cristina Sintoni (Italia) “La genealogia dei Vescovi faentini attraverso i loro stemmi” alle 16.30, di Elisa Petitta (Italia) “La grande famiglia del Rock and Roll” alle 17.00, e di Freddy Colt (Italia) “Il Caso Sfilio: la genealogia della Scuola paganiniana in Liguria, tra artificio e realtà” alle 17.30; il secondo tema sarà invece “Falsificazioni genealogiche” e vedrà gli interventi di Stanislaw Dumin (Russia) “Les “princesses Tarakanov” – deux filles pretendues de l’Imperatrice Yelisaveta Petrovna “ alle 18.00, di Igor Sakharov (Russia) “Quelques cas interessants des falsifications genealogiques” alle 18.30, e di Boris Morozov (Russia) “The false genealogical documents in 17th Century Russia” alle 19.00. In serata alle ore 21.00 Pranzo di Gala dei partecipanti del Colloquio. Domenica 30 settembre 2007 sempre presso la Sala Conferenze di Via Santo Stefano, 119 – Bologna dalle ore 09.30 verranno riproposti gli stessi tre temi, affrontati dagli interventi di Giuseppe Bruno (Italia) “Fonti di ricerca per la storia di famiglia”, di Maria Teresa Manias (Italia) “L’importanza della genealogia nelle indagini demografiche”, di Inmaculada Pazos (Svizzera) “La genealogia del DNA: Genealogia e genetica lavorano fianco a fianco”, di Carlo Tibaldeschi (Italia) “Persona e famiglia. Nuove frontiere della biologia e del diritto”, di Marco Horak (Italia) “L’utilità dello studio del patrimonio familiare nella ricerca genealogica: l’esempio piacentino”, di Guido Broich (Germania) e Franco Avato (Italia) “L'indagine genetica come strumento per il tracciamento delle migrazioni delle popolazioni” e di Virginio Longoni (Italia) “I Castelletti: un millennio di storia e genealogia” per “Genealogia e Storia di Famiglia”, mentre per “Genealogia nella vita di tutti i giorni” dalle 14.30 saranno proposte le relazioni di Michele Broccoli (Italia) “La nobiltà a San Marino: nascita, evoluzione ed effetti della legge 13 febbraio 1980”, di Maurizio Carlo Alberto Gorra (Italia) “La genealogia araldica dei dogi di Venezia”, di Clemente Suardi (Italia) “Una dote per la figlia da maritare: la genealogia nella vita delle famiglie povere di Bergamo. L'attività del Luogo Pio Colleoni dalla fine del '400 ad oggi”, di Andrés Mantillas de los Ríos Vergara (Spagna) “ Transtorno genealógico: la ley nueva española en la sucesion de los Titulos de Nobleza va contra el derecho histórico establecido en las cartas de concesión de los mismos, contra el orden tradicional de suceder en los Titulos Nobiliarios en los reinos de España, establecido dicho orden tradicional en la Ley 45 de Toro y en la Novísima Recopilacion y contra la numerosa Jurisprudencia existente sobre este tema “; infine per “Falsificazioni genealogiche” dalle 16.30 interverranno Gerard Marí i Brull (Spagna) “Falsità e confusione al servizio della progressione nobiliaria: il signore, barone e marchese di Preux (1637-1712)”, Oleg Shcherbachev (Russia) “Exposure of genealogical falsifications in the practice of the Heraldry Department of the Russian Nobility Assembly”, Pier Felice degli Uberti (Italia) e Maria Loredana Pinotti (San Marino) “I traditori di chi si fida ovvero i falsificatori di genealogie! Esempi di falsificazioni genealogiche in tutti i tempi”, Roberto Vittorio Favero (Italia) “Falsità Araldico-Genealogiche e loro rappresentazioni”.
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